Thunder Rising… Back To The Time Of Rock…un nome e un titolo stampigliati sul cd promozionale in mio possesso. Devo essere sincero…immaginavo cosa avrei trovato all’interno del cd arrivato qui nella redazione di GiornaleMetal.it. Un po’ perché conoscevo già i musicisti dati i loro trascorsi in band meritevoli come Arachnes e Vivaldi Metal Project…e un po’ perché se non il nome del progetto, il titolo del disco è abbastanza esplicativo del genere proposto dal quintetto italiano.
Ma la musica è pur sempre una forma espressiva e a volte porta con sé delle sorprese…proprio perché non è creata da una macchina, ma da persone e se quest’ultimi sono anche ottimi musicisti nulla vieta di poter trovare un qualcosa di grande pregio tra le note di questo platter di 12 brani.
Questa recensione non vuole raccontarvi che i Thunder Rising, capitanati dal bravo Frank Caruso, rappresentano una nuova evoluzione post moderna del rock, né che la band si trova ai confini della sperimentazione e della ricerca artistica all’inizio del 2022, nulla di tutto ciò.
Back To The Time Of Rock è un distillato sapiente, preciso e autentico di quello che nei cuori di ogni amante del rock a 360° è sempre presente e sempre ci sarà…quella passione per l’energia, il groove e il blues. E’ un messaggio semplice, quanto scevro da sovrastrutture e diretto al cuore di ogni grande amante della musica. Quel senso di leggerezza che ci porta a usare anche la musica come una “medicina” che aiuta le persone a vivere meglio, a prendere le cose con più leggerezza, ma sempre con serietà – il Rock è una cosa seria.
Ascoltare Back To The Time Of Rock è come fare un salto nei ricordi, quelli belli, del rock come espressione di una società che voleva vivere giorno per giorno con energia e tanta passione. Questi sono momenti molto complicati per la nostra civiltà…è giusto pensare che si possa ancora sentire musica fatta non solo con il cervello e la bravura strumentale, ma anche e soprattutto con il cuore.
E la musica fatta con il cuore non ha bisogno d’essere analizzata come un puro prodotto commerciale, anche se la sua ossatura è colma di reverenzialità nei confronti dei grandi maestri del genere…sento Deep Purple, sento Def Leppard, sento Impelliteri, sento Journey, sento Thin Lizzy, sento i T.N.T di Lé Tekrø.
Pezzi che mi sono rimasti impressi nella mente, per le ragioni poc’anzi citate, sono tra gli altri la bella hard-blues Don’t Be Shy (con un chorus davvero bellissimo), la delicata e intensa I’m Still Alive, la ritmata e con un forte groove Black Tiger, la Raimbowiniana Labyrinth Of Spectre, davvero quasi monoclonale nei confronti della band della “Silver Mountain”, ma quello che conta è la sostanza e il pezzo ne ha parecchia.
Vorrei segnalare le due parti strumentali che sono una il proseguo dell’altra dal titolo Nameless, la band dopo un percorso prettamente hard rock si cimenta in uno strumentale dove le loro caratteristiche tecniche emergono con pienezza e grande maturità, avvicinandosi a certi lidi del Progressive – mi chiedo perché con queste capacità scrivere un album che sa di tributo ai mostri del hard rock – ma è in ogni caso è interessante trovare questi guizzi di sperimentalità.
La produzione è buona, a tratti un po’ “asciutta”…forse un po’ lontana dalle mega produzioni degli anni ‘80 dove i suoni erano più “grossi” e con più dinamiche.
La prova dei singoli musicisti è ottima, il cantante Alessio Spini da prova delle sue grandi abilità e sforna una prova assolutamente di rilievo, spero di sentirlo quanto prima in altri progetti dove le sue potenzialità potranno abbracciare uno spettro musicale ancora più ampio.
Un disco come Back To The Time Of Rock non porterà il rock a nuove forme espressive, ma è assolutamente necessario avere dischi come questo, dove la Scuola Rock non viene solo copiata carbone, ma viene capita e messa in pratica nel migliore dei modi e con doti tecniche di livello.
E anche per ricordarci che il Rock non è mai morto…sarà sempre frutto di quella scintilla che è la vitalità dell’essere umano, ecco perché finché ci sarà il Rock ci saranno due componenti fondamentali per l’uomo: la Vita e una cosa che purtroppo nel momento in cui scrivo in alcune parti della terra manca: la Libertà.
Voto: 7/10
John Sanchez
















